Il Prof Emigrante – Il resto dell’anno – parte II (dal Day 186 al Day 266)

Day 195

Il ticchettìo

(13/03/2017)

Buonasera, cari proffollowers, al trentatreesimo volo (che entrò a Trento trotterellando con altrettanti trentini), ho acquisito delle mie personali abitudini anche ad alta quota.

Durante il viaggio leggo un libro (al momento “Il collezionista di quadri perduti“) (il cui giudizio è prudentemente fermo sul “mah!”), correggo compiti in classe oppure, nel restante 95% dei casi, cado in catalessi pochi istanti dopo il decollo per poi risvegliarmi con la botta dell’atterraggio, inframmezzando questo letargo con una breve pausa al passaggio del carrello spuntini, anche lì ormai standardizzato nelle scelte: “salatini“, che poi sarebbero dei taralli, e “succo di mela“, del quale mi sono convinto – senza alcuna base scientifica – che mi faccia bene.

Di certo, ogni residua paura nel prendere l’aereo, pallida eco del passato, è stata esorcizzata.

Stamattina, però, un nuovo fattore ha movimentato il volo.

– Bip –

Un rumorino digitale mi ha svegliato dal sonno

– Bip –

Il suono continua. Mi riaddormento, sogno persino che si tratti del rumore dei tasti del Bimby mentre Lei lo sta programmando per creare magie (pia illusione… nel pomeriggio, 1500 km più a sud, ha sfornato degli innovativi biscotti salati al pepe e limone, e – non contenta – mi ha pure mandato la foto!!!)

– Biiip –

– Biiip –

La distanza fra un suono e l’altro diventa man mano più breve. Apro gli occhi, mi guardo intorno. Il vicino di posto non sente nulla, avvolto in cuffie enormi BLU COBALTO che nascondono i suoi 60 anni suonati, mentre dall’altra parte del corridoio una signora mi fa un inequivocabile gesto con la mano… “ma che è questo rumore?

– Biiip – Biiip – Biiip –

Il suono si intensifica. Proviene dalle mie spalle, un ragazzo davanti a me si alza sul sedile e guarda all’indietro, preoccupato.

Nessuno lo dice, ma stiamo tutti pensando una stessa, inquietante, cosa.

Il suono si intensifica, gli intervalli diventano sempre più brevi, finchè

Biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiip

non diventa un unico suono senza interruzioni.

Il countdown è finito.

 Biiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiip

Durerà 3 secondi, al massimo 5. Sembrano un’eternità.
Poi smette.

La signora dall’altra parte del corridoio, terrorizzata, aspetta la deflagrazione da un momento all’altro.

Accanto a lei, una donna, forse la madre, trova la lucidità per farsi un segno della croce.

Guardo giù dal finestrino. Roma, in lontananza, mi aspetta come negli anni in cui lavoravo per l’università: “de nuevo tu“.

Dopo pochi attimi si alza un ragazzo, 3 file dietro di me. Porta in aria le braccia, in segno di resa, con lo sguardo di chi è stato appena svegliato dal vicino di posto…

“Scusate, scusate… ho dimenticato di staccare la sveglia di ieri!”

MAVAFFANCULO!

Il prof emigrante

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Note:

1) Beati i giovani d’oggi… quando questa sveglia ha suonato, erano le 12.00!

2) Ehi? Ci sei? Parlo con te. Lo sai che quei biscotti me li devi rifare, vero? Anni di bimbytester ufficiale non possono essere gettati al vento!

 


Continua nel Day 202 – Il fan sconosciuto

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