Il prof emigrante – Anno III – Parte II – “La fine dell’inverno”

Day 251

Il genio all’improvviso

12/05/2019

Stamattina, ore 08.00.

Suona la prima campana, lascio la sala insegnanti e mi dirigo in classe.

Mi vengono incontro due miei studenti, abbastanza esagitati. Hanno due versioni diverse della stessa formula e mi vorrebbero chiedere chiarimenti in vista del compito che avranno la quarta ora.

Fanno un po’ di confusione e chiedo loro di aspettare che io prenda un foglio per riscrivergliela correttamente.

Suona però la seconda campana e i tempi stringono, così uno dei due preso dalla foga di tornare nella sua aula estrae un microfoglio piegato a fisarmonica con tutto il formulario per la verifica e mi dice: “prof, è questa, no?

Due secondi di silenzio, poi la sua faccia che muta in espressività e colore.

L’altro ragazzo credo stia ancora ridendo.

Io pure, con il suo foglietto nelle mani.

(BUAHAHAHAHA)

Il prof emigrante.
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Edit e Note post verifica

1) preciso che, resosi conto della gaffe, il ragazzo stesso ha detto “lo tenga” senza che io stesso abbia dovuto dire nulla. Mi sono limitato a rispondergli che lui non aveva bisogno di questi mezzucci.
2) Ad inizio compito ha insistito per sedersi alla cattedra per dimostrarmi… qualcosa. Per quello che ho visto ha fatto bene.
3) Ci siamo passati tutti. Siamo stati tutti ragazzi. Ci abbiamo provato, a volte con successo (poche) a volte senza (quasi tutte). Me lo ricordo ancora.
4) Da questa parte della cattedra, però, davanti a situazioni così evidenti, per di più di fronte ad un altro ragazzo, non avrei comunque potuto far finta di niente.
5) La mia risata di fine post non è certo perfida, quanto derivante proprio dal fatto che la situazione faceva ridere davvero.
6) Non sono un mostro. Forse.
7) Un pallido tentativo di dimostrazione che non lo sono: Scene da un compito in classe.

 

 

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