Il Prof Emigrante – Anno III – Parte I: “Brividi a Subiaco”

Day -3

Corsi e ricorsi storici

28/08/2018

25 Luglio 2009, un’estate caldissima.

I Black Eyed Peas cantavano “I gotta feeling” (wohooo hoooo!), l’Italia ricuciva le cicatrici del terremoto in Abruzzo e io non sapevo ancora che l’indomani sarei diventato papà per la seconda volta.

Io e Lei parliamo da soli sul terrazzo, a casa di sua madre, a caccia di un minimo di venticello notturno, con la primogenita addormentata già da qualche minuto nell’innocenza beata dei suoi tre annuzzi.

 

“Come stai? Sei nervosa?”
“Si e no, credo di no.”
“Magari nascerà fra una settimana. Ti vedo abbastanza tranquilla.”
“Beh, sicuramente sapere a cosa vado incontro aiuta, però…”
“Però, cosa?”
“E’ una sensazione strana. Non ho paura di affrontare il parto. Non ho paura del dolore, so che finirà pochi minuti dopo. Però…”
“Sarai emozionata come me… Sai che vedrai il nostro cucciolo per la prima volta e sarà nel tuo cuore per sempre.”
“Certo, si. Ma non è questo. Tu piuttosto, cerca di non svenire, quando lo vedrai nascere”
“Stai tranquilla, sono pronto. E poi mica sono così scemo… mi metterò alle tue spalle! Tu piuttosto, perché non vai a dormire? Pensa che fra un mese a quest’ora potrebbe essere il tuo più grande desiderio…”
“Si, lo so.”
“Vai, allora. E se riesci a capire che sensazione provi, chiamami pure!”
“Forse l’ho capita.”
“Allora?”
“Io…”
“…”
“Io…”
“tu…?”
“Ti metterai a ridere…”
“No, figurati… Ansia, Gioia, Paura, Felicità, Angoscia, Senso di liberazione, Voglia di scappare via lasciandosi indietro tutto e tutti… in questo stato puoi ragionevolmente provare tutto e il contrario di tutto.”
“Nessuna delle cose che hai citato. So perfettamente che dovrò partorire da qui a poco, non ho nessuna voglia di fuggire… semplicemente…”
“…”
“…MI SECCO!”
“Prego?” – risatina
“Si, mi secco, mi annoio, mi stufo a dover andare in ospedale, affrontare il travaglio, assecondare i medici, e spingi, e soffia, ecc. Vorrei andare in ospedale e ritrovarmi il bambino in braccio come uno schiocco di dita.”

 

– – –

Nove anni, un mese e quattro giorni dopo, con le dovute proporzioni, io “Mi secco” a dover affrontare di nuovo la partenza di domani, il viaggio, la ricerca della sistemazione, i voli da prenotare, i saluti dopo il weekend, il Natale da straniero, gli scrutini di gennaio, la nuova mobilità, la maturità, un nuovo esito non definitivo.

In uno schiocco di dita vorrei essere già a metà Luglio 2019.

Sono troppo razionale per non sapere che tutto ciò è profondamente sbagliato.
Un anno è prezioso, se in tutto – quando va bene – ne abbiamo un centinaio scarso a disposizione; in quest’anno vivrò in entrambe le mie due vite un sacco di momenti da ricordare, positivi o negativi, che contribuiranno a farmi sempre e ancora crescere come prof, come padre e come uomo.

Bisogna vivere tutto questo con spirito positivo, anche perché sono convinto che a fine anno scolastico non scriverò le stesse cose di oggi.

Ma… al momento… MI SECCO e basta.

Il Prof Emigrante

 


Continua nel Day 1 – la vita di paese

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