Il prof emigrante – Autocensura, Intimissimi, Referendum e Nipotame (dal Day 90 al day 99)

Day 94

#iovotoboh

03/12/2016

 

Volevo fare un po’ di analisi seria sul referendum costituzionale ed in particolare sugli effetti che potrebbero esserci sul mondo della scuola che mi coinvolge direttamente. Ho buttato giù una trentina di righe, ma ho notato che si stavano inerpicando per un sentiero estremamente politicizzato che non appartiene affatto a questo blog.

Va inoltre detto che non ci sono dati sufficienti per analizzare gli effetti sul microcosmo scolastico che non vadano oltre il cambio di governo attuale, cosa che – ormai è chiaro – non dipende in alcun modo dall’esito del referendum.

Quindi non c’è da parte di noi insegnanti un esito per cui tifare, indipendentemente dal fatto che in quanto categoria estremamente divisa al suo interno, non avremmo comunque trovato un fronte comune. La scelta, senza interessi personali, secondo me è prettamente politica e personale.

Mi sono informato, ho letto gli articoli della Costituzione nella versione che si propone con la modifica e li conosco abbastanza bene nella versione vecchia. Mi sono fatto un’idea abbastanza ferma sul mio voto, devo dire che un po’ sono stato anche influenzato dalla mia opinione (pessima) verso i sostenitori della parte avversa, più che da quella (in ogni caso non positiva) dei sostenitori della parte che preferisco. Al di là di questo avrei votato comunque secondo la mia coscienza.

Ho partecipato a forum, discussioni fra amici, gruppi whatsapp infuocati, ho letto pareri di firme autorevoli e molte opinioni da uomini della strada, ho persino affrontato l’argomento in classe con gli studenti, rigorosamente mantenendomi in posizione asettica.

E, in tutte le occasioni, anche nei gruppi di persone verso cui rivolgo maggiore rispetto, non si riesce a tener fuori dalla discussione la dicotomia “pro e contro” Renzi (la personalizzazione iniziale della campagna referendaria è stato un peccato di inesperienza ed eccessiva spavalderia molto grave), non riuscendo a guardare gli effetti che si avranno ben oltre il governo presente (gli effetti di una modifica costituzionale sono effetti di lungo, lunghissimo periodo) ma soprattutto non si riesce ad uscire da una logica terribile in cui quello che la pensa diversamente da te è un idiota, un servo della casta, un qualunquista, uno squilibrato.

L’insulto, insomma, anche fra gente che si conosce da una vita, è un protagonista assoluto di questa campagna. E nel mondo, fra Brexit ed elezioni USA, non è che se la passino diversamente. Forse è l’involuzione della società, forse è un mondo troppo social popolato di leoni da tastiera, forse… forse sono io a non rassegnarmi a tutto ciò.

Sono stanco di questo clima di impossibilità di dialogo. Andrò a votare convinto della mia idea (oddio, “quasi” convinto) e non vedo l’ora di avere un risultato definitivo, consapevole che non ci sarà nessuna catastrofe nazionale, qualunque sia l’esito. Aspetto con ansia e curiosità gli exit poll, giusto per vedere se vincerà la parte data inizialmente per perdente.

Il prof emigrante

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Note:

Ricollegandomi a ieri

1) Al mattino mi rendo conto che non ho ricevuto la mail di avviso della compagnia aerea. Provo a fare il check-in e mi dice che la prenotazione non risulta. Viaggio folle verso l’aeroporto, un sistema informatico impazzito voleva tenermi su più del necessario. Tutto risolto alle 14.00 dopo ore di pura follia.

2) La preside, per bocca dei vicepresidi, mi ha confermato che si resta a scuola fino alle 21.30 del 23/12. Quindi, è deciso: partenza la sera stessa (non vorrei usare ancora i 3 giorni di permesso retribuito – mi serviranno in futuro – e devo informarmi sulle altre forme possibili per avere un permesso di giornata)

3) “Life is strange“, quel gioco che ho iniziato qualche giorno fa, si è rivelato molto più emotivamente impegnativo del previsto. In un crescendo di emozioni e situazioni, mi sono ritrovato di fronte ad una scelta: staccare la spina o meno al respiratore artificiale della migliore amica. Sono rimasto di sasso, aspettando diversi minuti prima di effettuare la mia scelta. Quando un videogame è realizzato bene, magari con le scelte personali che influiscono sul prosieguo della storia, quando si riescono ad abbattere le barriere mentali (“E’ solo un gioco, roba da ragazzi”), il videogame diventa come un film che ci appassiona e giocare certi titoli diventa estremamente coinvolgente. Il target di questo blog è decisamente un’altro, però… accidenti se merita.

Ritornando ad oggi

4) Stanotte a casa, mi impazzisce l’antifurto esterno. Ha iniziato a suonare senza pausa dalle cinque in poi, per lo spavento nostro e la gioia del vicinato. Meno male che ero in casa. Una cosa del genere con me a Torino, sarebbe stata molto più difficile da gestire.

5) Joyce ha vinto Bake-off. Ma dai!?!?!?

 

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