Il prof emigrante – Dieci giorni apparentemente anonimi (Dal day 80 al day 89)

Day 80

I dettagli che fanno la differenza

(Airport live n.12)

18/11/2016

Finita un’altra settimana in cui il colore dominante è stato il grigio, come il cielo che si vede al mattino e si saluta la sera. Nessun cambio di tonalità, un unico codice esadecimale #D4D4D4, anonimo persino nella scala RGB, che accompagna queste giornate dalla temperatura leggermente meno polare delle precedenti. Nonostante questo, il cappellone di lana e le scarpe alte imbottite sono entrate di diritto nella cerchia degli effetti personali indispensabili.

Mi dicono – ma spero sia solo terrorismo meteorologico –  che i colori non cambieranno fino a febbraio, non faccio fatica a crederlo. Poi, invece, da marzo inizierà la stagione delle piogge, senza sosta fino a maggio.

Bene, ottime prospettive.

Quantomeno, diversi piccoli dettagli rendono questo mio rientro settimanale un po’ più piacevole del solito.

In aeroporto, nell’area degli imbarchi, appena superati i controlli di sicurezza, c’è un pianoforte ed un ragazzo, che probabilmente è pagato per suonarlo (anche se mi piace pensare che si tratti di un turista in attesa), diffonde nell’ambiente una musica gradevole che copre il chiacchiericcio della gente, rendendo l’atmosfera molto più sostenibile a chi non viaggia per diletto ma per necessità.

Alla visita successiva, apparve il cartello “Play me”. E pochi mesi dopo… il ditino del prof emigrante intonò, fra lo stupore generale, la Marcia imperiale!

L’altro aspetto positivo è che per la prima volta sono senza trolley, ho con me soltanto con la borsa da lavoro. Segno che il mio guardaroba ha raggiunto un suo equilibrio fra ciò che è venuto a Torino con me e ciò che è rimasto a casa per i weekend; da buon matematico, tale equilibrio, pur senza scomodare John Nash, pare rispecchiare fedelmente la proporzione 5/7 e 2/7, anche in questo caso involontaria.

Ci pensavo ieri, al di là dei capi da non indossare in pubblico perché eccessivamente usurati (che Lei chiama senza fronzoli “da vigna“) o troppo eleganti per la vita da prof emigrante che attualmente conduco, mi ritrovo ad avere 7 camicie (no, non le sto sudando come da proverbio) e 7 maglioni: bene, di entrambe le categorie ne ho 2 giù e 5 (compresi quelli che indosso) qui con me.

Terzo dettaglio, infine, ma il più preoccupante di tutti: ho preso una routine casalinga che un po’ mi spaventa. Il venerdì è diventato “il giorno delle pulizie, in cui scopo per terra, lavo cucina e bagno, provvedo a lavare e stendere il bucato. Cosa mi resta ormai per diventare una perfetta casalinga? Spolverare? Lavare i vetri? Guardare in tv Mattino5? Dove sono i bei tempi in cui osservavo con distacco il processo per cui mi toglievo i vestiti sporchi in lavanderia e li ritrovavo – nella mia più totale noncuranza – qualche giorno dopo ben piegati nei cassetti?

Si cresce e si cambia, cari proffollowers. Queste esperienze servono anche a questo.

Il prof emigrante

Un estratto di una mia presumibile intervista a Mattino5, con la proverbiale delicatezza della conduttrice, l’acume delle domande poste e lo sguardo dedicato, sofferente ma carico di empatia.

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Note:

1) L’atmosfera piacevole è già finita. Un ragazzino ha iniziato a strimpellare nel pianoforte lasciato incustodito

2) Una signora ha attaccato bottone mentre scrivo il blog parlando di amenità come la lunghezza della fila (vero) e di quanto è freddo questo particolare punto di aeroporto (verissimo): in realtà, le è venuto il torcicollo a furia di sporgersi verso il monitor del pc, per la curiosità di sapere cosa stessi scrivendo da più di 20 minuti. Se ne è appena andata rassegnata: la paura (il terrore) di dover imbarcare il bagaglio in stiva è ormai nella top10 dei tempi moderni. A tal fine vi consiglio una buona lettura al seguente link:

http://www.zerocalcare.it/2014/09/29/il-bagaglio-a-mano/

3) Sono al terzo giorno senza cellulare. La crisi di astinenza sembra passare. Ma non potrà essercene un altro. A casa, in un cassetto, sepolto da roba di ogni genere, c’è un buon vecchio guerriero di tante battaglie pronto a tornare in attività.


Continua nel Day 81 – Il prof dei due mondi

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