Il prof emigrante – Prospettive differenti (dal day 60 al day 69)

Day 65

I canederli

04/11/2016

  • 5 anni di visione di Masterchef (Originale, Junior, Australia, USA…), con annessi incubi di Bastianich che irrompe nella mia cucina e dice: “Vuoi che muoro?” dopo aver assaggiato un mio piatto gourmet: l’uovo fritto in padella.
  • 3 stagioni di Bake off… e il maggior contributo personale alla creazione di un dolce che abbia mai fatto è stato sgomberare il tavolo della cucina in modo che mani più esperte (e culinariamente magiche, devo ammetterlo) potessero lavorare in armonia.

Dico da tempo che questa mia permanenza fuori casa sarà il punto di partenza di una nuova vita ai fornelli, in cui non mi limiterò più ad assaggiare e giudicare le pietanze preparate da altri (nonostante mi sia fatto un buon nome di critico gastronomico nel parentame) (riesco a tirar fuori giudizi ed argomentazioni parecchio convincenti, nonostante siano totalmente privi di fondamento e disancorati dalla realtà) (un po’ come accade mentre scrivo questo post: la pressione su questa tastiera emette un retrogusto fruttato, con ombre di sottobosco fiorentino, che compensa la nota acidula della componente biologica del tavolo in resina del Wisconsin) (Avrei dovuto fare il promotore finanziario)

Così, da solo con un IperCoop a disposizione a meno di 50 metri da casa, che mi vede pure neosocio, sto timidamente uscendo dal mio profilo di food-user per cercare di diventare, nei prossimi mesi un discreto (ok, mi andrebbe bene anche sufficiente) food-maker.

Ieri, ad esempio, ho fatto i Canederli allo speck, una sorta di bomba a mano culinaria della tradizione altoatesina. Li avevo assaggiati anni fa in un rifugio sulle Dolomiti e avevo una voglia matta di ritrovare quel gusto.

Beh, ci sono riuscito. Piatto preparato, “cotto e mangiato!“, come ha sentenziato l’angioletto sulla mia spalla destra con le sembianze di Benedetta Parodi.

Avrei pagato per vedere lo sguardo di mia moglie mentre osservava la foto che le ho spedito, mentre affogo la forchetta nel ventre molle canederlo più grosso.

Ovviamente ho sbagliato la porzione. Ne bastavano 3. Ma una volta che te li ritrovi nel piatto… che fai? Li butti?

Purtroppo, lo confesso a voi proffollowers, c’è sotto il trucco… li ho semplicemente estratti dalla confezione, fatti bollire con un po’ di brodo vegetale e (auto)serviti a tavola. Sono persino riuscito ad andare un po’ lungo con la cottura, i 10 minuti dopo “l’affioramento” evidentemente erano un po’ troppi per il mio fornello aggressivo e nel piatto si spappolavano un po’ più del necessario.

Tutto sommato, però, erano buoni.

(Commestibili, quantomeno)

(A distanza di quasi 24 ore sto bene ed è un buon segno)

Vedremo cosa ci riserverà il destino nei giorni a venire. Cosa ci farò mai domani con quel “foie gràs” in offerta?

Il Prof Emigrante

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Note:

1) Oggi avevo in mente un “mappazzone” discretamente creativo, ma mi hanno invitato a pranzo, sarà per la prossima volta.

2) No, non diventerò food blogger

3) E no, naturalmente non ho comprato il foie gràs.


Continua nel Day 66 – Nell’attesa della Sua venuta

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