Il prof emigrante – La nuova casa, il pacco dal sud e il demone Balrog (dal day 50 al day 59)

Day 52

La cura

21/10/2016

Vagavo per I campi del Tennessee / (come vi ero arrivato, chissà… ) / Non hai fiori bianchi per me? / Più veloci di aquile I miei sogni / Attraversano il maaaaaaaaaaare

Ciao, proffollowers. Oggi è stata una giornata strana, per cui farò un dayblog altrettanto strano.

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NOTE:

1) Ma come? Subito? Così? Già finito?
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FINE NOTE INIZIALI

Stamattina avevo due appuntamenti. Alle 8.30 sarebbe dovuto arrivare il tecnico di Infostrada per attivare internet ed un numero telefonico di cui non sentivo proprio il bisogno, mentre entro le 13 aspettavo un pacco dal Sud pieno di effetti (e magari affetti) (e, perché no, affettati) personali che avrebbero completato il mio percorso di antropizzazione specifica di questo nuovo ambiente.

Il primo è arrivato alle 12.00, il secondo non è mai arrivato pare a causa delle complicanze dovute allo sciopero dei mezzi pubblici..

Però, avere finalmente internet, poter riprendere la mia vita telematica precedente, e, credetemi, scrivere da una tastiera senza dover maledire ogni 15 secondi il correttore automatico del cellulare, riducendo così di oltre il 70% i tempi di stesura del blog… è davvero una gran cosa.

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NOTE

2) Nell’attesa che arrivasse il tecnico, come in fondo avevo annunciato nel Day precedente, ho deciso di smettere di rimandare il lavaggio del bagno, scoprendone con mia estrema sorpresa il potere lenitivo.

Mia moglie lo fa istintivamente ogni volta che è nervosa (generalmente per colpa mia) (Infatti il nostro bagno è sempre splendente) (😀) (perdonami, tesoro,era una battuta). Io, evidentemente, lo faccio ogniqualvolta devo festeggiare qualcosa (vedi, ci completiamo!) (ora puoi di nuovo rivolgermi la parola?)(per favore, dai…).

Non è stato così difficile come credevo: la vita da emigrante ti mette sempre davanti a nuove sfide che vanno affrontate a testa alta e guanti gialli.

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FINE NOTE CENTRALI

Stasera invece, dopo le lezioni, un po’ di “maletta” dovuta al weekend lungo che inizia lontano da casa.

Sto cercando di impegnarlo un po’: domani sera sarò a Milano (un paio d’ore di strada) per una cena con circa 25 amici fantacalcisti professionisti provenienti da tutto il Nord Italia che CASUALMENTE cade nell’unico weekend in cui potrò essere presente (ok, lo ammetto, ho un forte zampino sulla scelta della data, una volta note le date dei miei rientri autunnali), mentre per domenica ho smosso un po’ le acque in questa tarda serata e probabilmente con i colleghi del serale andremo all’Oktoberfest (quindi se è strano il blog di stasera, figuriamoci come sarà quello di domenica notte) (hic!) (Ma tranquilli: bere per dimenticare non fa per me… ricordate il Day 29 in cui descrivo l’effetto della birra su di me, vero?) (hic!) (zzzzzzzz).

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NOTE

3) C’è gente che quando è triste si getta sul gelato o sulla Nutella (sempre sia lodato l’inventore), chi invece non mangia affatto, chi non vuole parlare con nessuno, chi diventa intrattabile, chi appunto beve per dimenticare…

Purtroppo ho scoperto in questi mesi che, quando becco una serata storta… mi butto sul kebab.

La bilancia, sentitamente, ringrazia. Si dispensa dalle visite.

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FINE NOTE FINALI

Quindi, cari proffollowers, mi permetto di rivolgervi direttamente a voi, bucando metaforicamente la quarta parete, lo schermo del cellulare, del tablet o del pc da cui mi state leggendo, prendendo vita come Samara (la protagonista oscura di “The Ring“) e porgendovi una domanda:

Cosa fate quando siete tristi e/o nervosi (tralasciando il “da soli e in una città lontana“, perchè mi sa che ormai siamo rimasti in pochi)?

E luce fu (per concludere un dayblog strano, perchè non mettere una immagine che stava perfettamente nel recap dei 10 gg precedenti?)

Il Prof Emigrante
(alla terza ora consecutiva di digestione del kebab)

 

Continua nel Day 53 – Il pacco

 


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