Low Cost People – 10+1(+1) incontri in volo


11 – Bonus track: Il maniaco

Sei diventato il suo migliore amico non appena si è seduto, quando ti ha istantaneamente dato del “tu“, salutandoti con un: “Buongiorno,” ‘mbare”, hai visto la hostess bionda?“. E’ salito in aereo con un solo scopo: far colpo sulle assistenti di volo e andrà dritto per la sua strada finché non sarà sceso a terra, indipendentemente dalle probabilità di successo infinitesimali. Le prova tutte: le aiuta (intralcia) mentre sistemano i bagagli a mano, le osserva con lo sguardo fisso di un rapace (l’ha chiamata “arma di seduzione di massa“) mentre fanno la dimostrazione delle procedure di sicurezza, chiede loro consigli su che profumo acquistare allo shop di bordo, andando però in palese confusione: “è per una ragazza troppo bellissima, che però non è la mia, io sono singòl, ma è bella come te, cioè insomma come se voglio regalarlo a te, a te quale ti piacerebbe?“, va in bagno più volte con la speranza da porn-addicted che “almeno una si infila dentro con me. Sono troppo sicuro!“. Ma quando questo ti tira per il braccio per farti avvicinare al corridoio e dirti in un tono sottovoce che in realtà sente tutta la coda dell’aereo: “Oh, ma ti rendi conto del culo che ha quella? Ci passeresti il weekend cercando l’uscita!“, e riesce a metterti in imbarazzo come mai prima d’ora, allora è troppo… l’unico modo per salvarti è sconfessare una vita intera di eterosessualità e dichiarargli: “Amico, mi dispiace… sono gay. Ti trovo pure carino!“. Starà lì, immobile e spaventato, per tutto il resto del volo.

Prima di avergli fatto il finto outing: “Sai, sto cercando Novembre. M’hanno detto che l’hanno vista lavorare in questa tratta. Ho tutti i calendari delle hostess Ryanair , li compro ogni anno, li tengo tutti in garage. Che male c’è? Mi piacciono, sono così eleganti… signorili… piene di “sciarm”… un po’ come me. Però femmine.”

 

12 – FUORI CONCORSO: La gita scolastica

Li vedi già in aeroporto. E lì inizi a pregare che ci siano 20 file di separazione fra di voi, ma in cuor tuo sai che non hai scampo. Murphy e le sue leggi ti vogliono bene, così ti ritrovi esattamente nell’unica fila in mezzo ad un’intera scuola media. Un gruppo di giovani umani incontrollabili che, miracolosamente, riescono ad essere CONTEMPORANEAMENTE portatori di tutte le categorie precedenti; per di più senza ritegno, rumorosamente, ossessivamente e facendoti ricordare con nostalgia l’emozione e l’adrenalina di quella volta che da bambino ti sei ritrovato ad assistere ad una dimostrazione domiciliare di uncinetto a casa della prozia Clotilde. Quando poi la professoressa che li accompagna, ti guarda devastato nell’animo e dice, blandamente, “Ragazzi, basta, state disturbando i signori” con lo sguardo pietoso da “vede, io gliel’ho detto, ho la coscienza a posto, ma neanche Hulk riuscirebbe a farli stare tranquilli. Mi dispiace per lei, spero che il destino le sorrida in un’altra occasione“, capisci (da insegnante ed ex ragazzo) (non da “ex” della professoressa in aereo, “ex” nel senso che un tempo sono stato un ragazzino come loro) che devi solo sperare che il tempo scorra, che la cabina si depressurizzi per qualche secondo mandandoli a nanna o terrorizzandoli per bene e che – perchè al peggio non c’è mai fine – non decidano in qualche modo di prenderti di mira”.

 

“Senti il casino che stanno facendo dietro?” “Si, l’importante è che abbiamo preso tutte le precauzioni.” “Che ne sarà del resto dell’equipaggio? Troveremo solo le ossa!” “Non vorrai mica aprire il portellone?” “Giusto. Portiamo giù questo coso e prima che decidano di iniziare a ballare”

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