Low Cost People – 10+1(+1) incontri in volo

9 – L’incontinente

C’è una strana legge di natura che lega il posto accanto al finestrino ai soggetti che non riescono a stare per più di mezz’ora senza espletare le proprie necessità fisiologiche. Alcuni te lo dicono già prima, e tu ti chiedi perché non siano andati nell’ora precedente, anziché stare inutilmente in piedi in attesa dell’imbarco… (autorisposta veloce: “…e poi subire l’affronto di vedere il proprio bagaglio stivato? Giammai!“) No, ci devono per forza andare sull’aereo, in volo, così da sentire l’ebbrezza del risucchio. Altri invece tendono a tenersi tutto dentro finché, inevitabilmente, “scoppiano“. E allora via, facendo passare non più di alcuni microsecondi fra il momento in cui ti chiedono di alzarti e quello in cui loro sono già alzati e ripiegati su se stessi, sudati e con il volto paonazzo, incutendoti il sacro timore di finire oggetto di un incidente di percorso nel momento in cui abbandonano il proprio posto, travolgendo chiunque osi porsi sul proprio cammino. Ovviamente, l’incontinente orgoglioso è il soggetto più pericoloso di tutti. E non c’è bisogno che vi spieghi il perché.

Ragazza della mia età (signora quindi, argh!). “Scusi dovrei andare alla TOILETTE, mi fa passare?”; Mezz’ora dopo: “Gentilmente, dovrei tornare ad usufruire del W.C.”; Altri 20 minuti: “Mi scusi ancora, ho necessita di recarmi urgentemente al BAGNO”; infine, a segnale luminoso di atterraggio appena acceso: “scusi, scusi, devo correre per l’ultima volta al GABINETTO!”.  Avrei voluto chiederle: “La volta successiva che termine avrebbe usato? Ritirata? Latrina? VESPASIANO?” (nella foto, i momenti successivi alla resa dell’incontinente orgoglioso)

10 – Due cuori e una fusoliera

Quando viaggi da solo e, a maggior ragione, ti allontani per qualche tempo dagli affetti, dall’amore di tua moglie e dal sorriso luminoso dei tuoi figli, non c’è cosa peggiore che sentire qualcuno che si scambia effusioni nel raggio di mezzo metro da te. Picci Picci, Bau Bau. Smack che diventano Slurp, mani che si allungano dove non dovrebbero, frasi melensi e rumori che stenti ad identificare, ti costringono a cercare di diventare un tutt’uno con la direzione opposta. Ma inevitabilmente sei costretto a sentire i loro discorsi, facendo finta di niente, chiedendoti cosa la tipa carina abbia visto in lui, visto che dal momento in cui si sono seduti ha sciorinato una sequela di idiozie che se solo avessi un motivo valido per farlo, gliele smonteresti una per una. E poi finiscono per addormentarsi romanticamente l’uno sulla spalla dell’altra, cambiando posizione 2.354 volte con conseguenti calci e gomitate al terzo incomodo, finché non trovano la posizione ideale con lei semidistesa su di lui e, di conseguenza, lui e il suo puzzolente monotreccione “rasta” – nel quale vivono intere colonie di acari semisconosciuti – candidamente appoggiati al tuo maglione fresco di bucato.

“Tortellino mio, cosa fai?” “Sto leggendo, mozzarellina”,”Vieni a darmi un bacio, dai”, (sottovoce) . “Dai, ti ricordi stanotte…”, “Smettila, ci sentono”, “e cosa vuoi che mi importi? Fammi rivedere le stelle! Vieni qui”, “No, fiordilatte, disturbiamo il signore qui accanto. Non vedi quanto è triste, POVERETTO!” (fatti i cazzi tuoi, sto benissimo e “poveretto” lo dici a tua sorella, n.d. signore accanto, cioè io)

BackToTheBlog, 25/01/2017

NOTE

  • In fondo alle note: “11 – Il Maniaco (bonus track)”
  • Tratto da episodi veri. Non rigorosamente in ordine di grado di molestia.
  • A fronte di alcuni soggetti particolari su cui mi dilungo in questo testo, va detto che esiste una massa silenziosa di gente per bene che viaggia e fa sacrifici periodicamente.
  • Le didascalie delle immagini sono tutte rigorosamente autentiche e riferite ad episodi avvenuti negli ultimi tormentati 4 mesi della mia vita, il cui primo periodo potete leggerlo su questo stesso blog al link Il Prof Emigrante.
  • Un plauso alle compagnie aeree coinvolte nei miei viaggi che, a dispetto della eterogeneità dei passeggeri, effettuano sempre un servizio impeccabile. Si, nonostante i Gratta e Vinci.
  • Quanto a me, mi sembra giusto farvi sapere che nonostante abbia quasi un centinaio di voli alle spalle, ho ancora un discreto timore di volare, spero sempre che mi portino un pranzo vero al posto dei “biscotti o salatini”, mi piacerebbe trovare qualcuno con cui chiacchierare durante il volo, magari dividendo degli stuzzichini che entrambi abbiamo portato da terra. Odio profondamente stare nella fila di mezzo, tanto che anche da lì mi sporgo sempre per guardare il finestrino e osservare dove siamo arrivati. Inganno il tempo sbirciando cosa legge la gente accanto a me, in particolare cosa studiano i ragazzi in volo. Infine, anche se adesso viaggio prevalentemente da solo, non mi sono mai negato dei baci in volo con mia moglie e i miei due bambini in aereo rappresentano tuttora una minaccia costante alla quiete di (almeno) 5 file vicine. Però non vado mai nel bagno dell’aeroplano… Una virtù dovevo pur averla!

DISCLAIMER

  • Ogni fatto narrato è realmente accaduto e qualsivoglia persona si dovesse riconoscere in questo testo… beh, si faccia due risate.
  • Le immagini sono prese dalla rete. Se tramite esse, qualcuno dovesse sentirsi offeso o se dovessi aver leso qualsivoglia diritto di autore, provvederò a rimuoverle e sostituirle istantaneamente.
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