Low Cost People – 10+1(+1) incontri in volo

7 – Lo sbirciatore professionista

Chi vola con frequenza cerca un modo di trascorrere il suo tempo in modo proficuo: lavorando, leggendo un libro, ascoltando musica, recuperando il sonno perduto o, in definitiva, facendo quello che gli pare. Magari ti sei portato il notebook e stai guardando rigorosamente munito di cuffie,  l’episodio di un telefilm, accuratamente selezionato in modo tale da non incappare in volo in scene imbarazzanti o violente che potessero disturbare eventuali vicini di fila. Quando all’improvviso senti un soffio caldo e ritmato vicino all’orecchio, attivi la visione periferica e scorgi una punta di naso in direzione dello schermo. Ti giri verso il vicino di posto e lui fa finta di niente, voltandosi dall’altra parte. Dopo qualche istante la scena si ripete: gli dici con amara ironia: “Vuole un auricolare anche lei?” e lui ti risponde con garbo “No, grazie, l’ho già visto. E’ la puntata in cui...” e ti spoilera il finale facendoti venir voglia di incenerirlo sul posto. Analoga situazione può avvenire con un libro: puoi anche fare di tutto per nascondere titolo ed autore ma, immancabilmente, noterai quell’occhietto furbo che si chiede cosa tu stia leggendo ed è pronto ad intervenire con una dissertazione accademica sulla prosa dell’autore che rimpiangi immediatamente di non aver iniziato a leggere la rivista della compagnia con i testi in croato. Se, infine, hai deciso di prendere un quotidiano, tanto vale darlo via subito e provare a riprenderlo dopo che lui avrà finito: ogni battaglia, sarebbe persa in partenza.

Mentre correggo dei compiti in classe in volo, studentessa sui 20. “Lei è un insegnante di matematica?”, “Si, certo. Dimmi”, “Posso dare un’occhiata a queste verifiche?” “Certo – scherzando -, se vuoi puoi darmi una mano a correggerli”. “No, per carità, io odio la matematica in tutte le sue forme. Non mi è mai piaciuta e non ci capisco quasi nulla”, “allora perché volevi vedere i compiti?”, “Giusto per vedere se riconosco qualche concetto: mi sono appena iscritta in INGEGNERIA al POLITECNICO…”

8 – L’aspirante cartografo

Se trova il posto accanto al finestrino, bene, neanche vi accorgerete di lui, in quanto vedrete per tutta la durata del volo la sua nuca e poco più. Se, invece, al finestrino ci siete voi e lui, in preda alla più totale disperazione è in uno degli altri due posti, allora è inevitabile che si compia il dramma umano che vedrà la sua trasformazione in giraffoide antropomorfo già pochi istanti dopo la partenza, quando cederà all’istinto innato di identificare dall’alto qualsiasi forma conosciuta, naturale o urbana. Sentirai il suo sguardo attraversarti continuamente, lo sentirai fisso scrutare oltre il tuo naso, lasciandoti libero di grattarti solamente quando l’aereo è in virata e lui si distrae per cercare di osservare dal finestrino della fila opposta. Il cartografo aumenta di molestia nel momento in cui si presenta nella variante “divulgatore scientifico“. E allora attacca bottone con una scusa per dirti: “guardi, quello è lo Stretto di Messina“. Tu vorresti dirgli che fai quella rotta da molto, conosci bene i luoghi che sorvoli e non è necessario essere Alberto Angela per fornire un’informazione così banale, ma lui imperterrito, ti enuncia le isole Eolie una ad una, scogli compresi “Guardi quanto è carino Strombolicchio!!!“, ti sveglia (mentre fingi di dormire per non dargli corda) per avvisarti che state sorvolando l’isola d’Elba e conclude in bellezza indicandoti, mentre l’aereo è in fase di discesa – e per farlo si è già praticamente sdraiato su di te – dove lavora, dove abitano i suoi genitori, la scuola dei bambini e il negozio dove nel’ 88 ha comprato l’abito da sposo.

Ragazzini sui dodici anni alla mia sinistra parlano fra di loro, subito dopo il decollo dall’aeroporto di Catania. “Guarda! il Vesuvio!” “Stupido e ignorante. Il Vesuvio è un vulcano spento” “E allora cos’è?” “E che ne so io? Avranno acceso un fuoco!” Mi limito ad ascoltare il loro dialogo e a soffrire in silenzio

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