Low Cost People – 10+1(+1) incontri in volo

Da 4 mesi sono stato assegnato ad una scuola in Piemonte

Da 4 mesi torno giù ogni fine settimana per stare con la mia famiglia in Sicilia.

Da 4 mesi passo due coppie di ore a settimana in (strettissima) compagnia di personaggi improbabili. Ne ho selezionati 10 (+1) da presentarvi, con i quali ho davvero viaggiato recentemente, fianco a fianco.  


1 – Il terrorizzato

Lo riconosci subito, perché non appena si siede, sta già armeggiando con la cintura. Poi controlla il vetro del finestrino in cerca di qualche crepa, da un’occhiata alle giunzioni della fusoliera, cerca di capire la provenienza di ogni rumore e, nei casi più estremi, incrocia le dita fino a ferirsi. Inoltre, sta attento come pochi altri durante la spiegazione delle procedure di emergenza, mimando meccanicamente i gesti dell’assistente di volo e controllando con le mani la presenza del giubbotto di salvataggio sotto il sedile per poi sbiancare letteralmente quando le assistenti di cabina parlano di salvagenti ed “eventualità poco probabile di ammaraggio“. Al momento del decollo inizia a sudare e involontariamente si tiene con tutte le forze che ha in corpo a qualunque cosa gli capiti a tiro: dall’estremità del bracciolo all’imbottitura del sedile davanti. Dopodiché… il buio: occhi chiusi in modo innaturale per tutto il volo, deglutizione incontrollata, imprecazioni ad ogni sobbalzo dell’aereo e apparizioni mistiche durante tutta la fase dell’atterraggio che sfociano in un applauso liberatorio nei confronti del pilota. In metà di loro, però, la sensazione di sollievo sarà breve. Nella loro mente, ci sarà sempre un viaggio di ritorno da dover, prima o poi, affrontare.

Signora sui 70, rosario nella mano destra appoggiata alla bocca. “Giovanotto, le posso chiedere un favore?”, “Certo, mi dica”, “Può dirmi quando saremo decollati?”, “Se ne accorgerà lei stessa. Prima volta in aereo?”, “Si. sono un po’ nervosa”, “Lo vedo, cortesemente potrebbe allentare la presa sul mio braccio destro?”

2 – Il manager fuori posto

Lo individui subito, dal portamento fiero, il completo griffato, il cappotto elegante, l’accesso Priority al gate pagato 10 euro per un volo che alla maggior parte dei comuni passeggeri non è costato complessivamente più di 30. Ogni occasione è buona per manifestare il suo disprezzo per la compagnia: “i sedili sono stretti“, “non servono il crumble di cereali“, “manca lo spazio per distendere le gambe“, “le hostess con cui viaggio di solito mi chiamano per nome“, ecc. Quando poi, sei esausto del suo continuo lamentarsi, ti accorgi che può anche fare peggio: chiede informazioni allo steward per acquistare uno snack ma poi ritratta l’acquisto con il denaro già in mano perché “Non posso prenderlo, finirei per dover rispondere a domande fastidiose nel momento in cui dovrò rendicontarlo all’azienda“. Due euro e cinquanta, centesimi… spilorcio! Ma mettili di tasca tua, no? Per non parlare del fatto che dopo 5 minuti di volo, già dorme come l’ultimo dei plebei, a bocca spalancata e gambe larghe invadendo lo spazio vitale (perché non si sa come, questi tipi capitano sempre in fila B e in fila F) (naturalmente perché dimenticano costantemente di chiedere all’azienda il posto riservato al finestrino) dei compagni di fila con cui divide il volo.

 

 

“Guardi, ho volato con Emirates, con Etihad… sempre in business class. La spending review è un’emerita baggianata. L’azienda va bene… perchè mi devono costringere a volare così?” “Beh, in effetti limando qualcosa sugli sprechi, magari il futuro della sua azienda sarà ancora più roseo. Il mio biglietto, ad esempio, è costato 18 euro, è un volo da pendolari” “18 euro… incredibile… son finito a volare con i pezzenti!”

Continua nella pagina successiva: L’INARRESTABILE CHIACCHIERONE e L’INGORDA

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