Il Prof Emigrante – La resa dei conti, il risveglio e le rane in bagno (dal Day 20 al Day 29)

Day 27
Pensieri, parole, opere e… professori

28/09/2016

1. Pensieri
Che l’assegnazione provvisoria fosse un miraggio, lo avevo già detto a più riprese. Avevo ipotizzato 5-6 posti e in graduatoria sono risultato addirittura quattordicesimo, superato da gente di cui ignoravo l’esistenza (dove sono finite le belle Gae in cui ci conoscevamo tutti?). Ero mentalmente rassegnato, quindi ho atteso l’uscita delle disponibilità soltanto per conoscere la dimensione del mio rimpianto. Beh, sono uscite ieri sera e nella mia CdC sono saltate fuori solamente 2 cattedre complete e uno spezzone da 15 ore, tutti presumibilmente assegnati in area 104. Il primo pensiero è stato personale: “Meno male, almeno non ci sono andato vicino“. Il secondo invece va a chi è davanti a me per numero di figli piccoli e dovrà comunque restare fuori. Buona fortuna a tutti voi!

2. Parole
Dialogo con studentessa emigrante calabrese (chissà, magari sta bloggando pure lei da qualche parte)
«Prof. “Voi” come vi trovate qui in città»
«Bene, ma perchè mi dai del «Voi»? Sono del Sud, ok, ma appartengo sempre a questo millennio»
«No, il rispetto viene prima di tutto. Pensi che mio padre lo chiamano tutti Don Xxxxxx. Le tradizioni sono importanti»
«Capisco. Uhm… potresti convincere i tuoi colleghi di corso a salutare noi prof con un cordiale “Baciamo le mani a vossignoria” anziché il banale “buonasera”?»
«In effetti, a mio nonno si rivolgono spesso così. Ma Voi siete ancora giovane.»
Alla fine dell’ora, incontra un’amica in corridoio e la saluta da lontano: “Ciao, zoccola!
Il rispetto, prima di tutto.

3- Opere
E’ ricominciata la caccia all’appartamento definitivo. Ieri ne ho visitati 2, uno su appuntamento che rispecchiava le foto dell’annuncio solamente per un 20% e la cui caratteristica “arredato” in realtà coincideva con la presenza di una sedia, un cucinino e un letto senza spalliera. Il secondo è stato un po’ estemporaneo: rientrando a casa, vedo un annuncio per strada, chiamo il numero e mi risponde un tipo dalla voce assonnata (erano le 12.30): “Può venire anche subito, mi dia il tempo di vestirmi“. Salgo e mi accoglie in pigiama e ciabatte, puzza di sudore e alito post sagra della cipolla. Non sono neanche riuscito a vedere bene l’appartamento, ero troppo impegnato a stargli lontano. Mi ha chiesto 750 € per due stanze e un balcone. Ma siamo pazzi?

4. Professori
Siamo gente strana. Ieri è arrivata nel team del serale una nuova collega. Si presenta parlando in un linguaggio accelerato, tanto che dopo il primo “ciao” iniziamo a guardarci tutti in faccia con l’espressione sbigottita dal significato univoco “checazzhadett?“. Si presenta infine alla prof. di inglese e decide di dar sfoggio alla sua competenza linguistica iniziando a parlare in inglese. Brava, per carità, ma non la smette più, rivolgendosi anche agli altri per tutta la durata della ricreazione esclusivamente in inglese, studenti e collaboratori scolastici compresi.

Il prof emigrante

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NOTE:

Il “Day 26 – risvegli” di ieri ha suscitato un vespaio in famiglia e non. Chi mi conosce bene (e mi vuole bene per legami di sangue o, persino, nuziali) mi ha telefonato già al mattino per sentire dal tono della voce quanto fosse grave la mia situazione psicologica. Qualcun altro mi ha mandato messaggi privati sul blog in cui mi faceva coraggio, una persona mi ha invitato a farla finita con questi “lamenti da quindicenne“, un’altra mi ha invitato invece a NON farla finita in assoluto, intuendo imminenti tendenze autolesionistiche.

Sto bene, state tranquilli tutti.

 

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