Il Prof Emigrante – La resa dei conti, il risveglio e le rane in bagno (dal Day 20 al Day 29)

Day 24
shopping compulsivo

25/09/2016

Fra noi uomini (pensa un po’ che esseri meschini…) gira sottobanco il tacito consiglio di non lasciare mai da sola la moglie una domenica pomeriggio con una carta di credito avente buona disponibilità.

Devo puntualizzare – altrimenti mi toccherà dormire da mia madre al prossimo rientro – che a me personalmente questo ammonimento non è mai servito, sia perché Lei (Santa Donna sempre) è particolarmente oculata negli investimenti, sia perché la “buona disponibilità” di cui sopra è un concetto che si sviluppa meglio in altre categorie di professionisti, sicuramente al di fuori del campo della formazione scolastica.

Il mondo non sa, però, quanto può essere pericoloso un prof emigrante solo a casa (perchè ci vuole anche cu*o a beccare tua moglie che fa l’unico turno settimanale di 8 ore proprio la domenica pomeriggio in cui sei finalmente di nuovo a casa), con un computer e un codice paypal.

(buahbuahbuah) <<——— risata satanica in sottofondo

Beh, cari proffollowers, ho speso in un pomeriggio circa 800 euro in biglietti aerei, garantendomi 8 rientri da qui a Natale. Le offerte si trovano ed è persino il momento giusto: cari colleghi/e, non perdete tempo. Naturalmente la parte del leone è stata fatta dai biglietti a/r intorno ai 60 € complessivi, mentre il sanguinamento più pesante c’è stato per il ponte di Ognissanti, vicino ai 200 €.

Si, lo so, sono tanti soldi, ma nella vita ci sono delle priorità e stare il più possibile vicino alla famiglia non è un capriccio, ma un dovere.

Questo shopping compulsivo e un bel riquadro già stampato con i rientri in verde, rendono la mia imminente partenza di domani un po’ meno pesante. Ho appena fatto addormentare i bambini con i prossimi 12 bacini della buonanotte e preparato il trolley per questo nuovo periodo di lontananza bisettimanale.

Domani mattina, prima di partire, li accompagnerò a scuola per la prima volta quest’anno. Mi toccherà fare un po’ di training autogeno per sostenere le facce da funerale dei colleghi genitori che in precedenza vedevo quasi ogni mattina i quali, presumibilmente e comprensibilmente, cercheranno di trovare le parole giuste per consolarmi da questa mia “incredibile tragedia” (cit. uno di loro)

Va bene così. Fa niente. Torno presto e torno spesso.

Il prof emigrante

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NOTE:

1) Ho scritto una sequela di “Vaffan***o” da qualche parte nell’articolo, per poi cancellarli in preda a sciocchi rimorsi. Lascio a voi intuire dove erano posizionati

2) Torno su con un peccato originale, per il quale lavo qui sul blog la mia coscienza insieme ai panni sporchi stipati nel trolley: ne ho approfittato anche per farmi lavare e stirare 3 camicie.


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