Il Prof Emigrante – La resa dei conti, il risveglio e le rane in bagno (dal Day 20 al Day 29)

Day 20
La prima resa dei conti

21/09/2016

Ho sempre saputo che avrei dovuto affrontarti, prima o poi, in questa mia nuova esperienza.

E lo ammetto, è vero, ho rimandato un po’ questo momento, cercando di sfruttare al massimo le riserve, ma sentivo dentro di me che il giorno del nostro scontro, inevitabile, era sempre più vicino.

Oggi ho capito subito che l’aria era quella giusta, dal lucernario in cucina, quando stamattina ho messo i piedi giù dal letto, filtrava una luce diversa, l’ambiente era meno tetro del solito. All’esterno sembrava una giornata come tante: nella mezzora precedente, il rumore del tram su in strada, così intenso e forte nello stridere del metallo con le rotaie, mi aveva schiaffeggiato già diverse volte e i turisti americani che hanno affittato l’appartamento vicino diosolosacosa stavano friggendo alle otto del mattino inondando la mia stanza da letto di odore nauseabondo.

Così mi sono alzato di scatto, con la tensione alle stelle. Ti ho preso subito, estraendoti dall’angolo recondito del valigione invernale in cui ti eri nascosto, in mezzo alle cinture e alle sciarpe, ove meno potevi nuocere durante gli spostamenti. Poi ti ho riposto sulla lavatrice, posizionata dal folle interior designer di questo mini (mini mini mini) appartamento fra il forno a microonde e la tv. Mi hai aspettato messo lì in bella mostra, cosicché non avrei mai potuto far finta di nulla ed abbandonarti all’oblio.

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Beh, dai, sinceramente… chi di voi, a casa vostra, non metterebbe lì una lavatrice?

Quando intorno alle nove del mattino il momento catartico è finalmente giunto, non ho esitato: ti ho preso con forza, con un vigore mascolino che mai hai sentito in vita tua. Non ci siamo mai conosciuti direttamente, eravamo stati a malapena presentati… quale migliore occasione di questa? Ora, adesso, solo io e te. Io e te.

Il tuo fratello maggiore, adagiato sul suo caldo trono, è rimasto giù a casa, continuerà ad essere trattato da re, guidato da mani dolci ma sapienti. Tu sei qui… saldo nelle mie mani e non urlerai certo, spero, solo perché sto per infilarti sotto il lavandino, dove riceverai quel che ti sarà di giovamento.

Pensavo fossi un po’ più leggero, amico mio, ma non coltivare false speranze: tutto può essere domato. Sbuffi pure! vedo che ti esce persino del fumo dalle tue minuscole aperture. Chi ti è stato vicino finora, timoroso di divenire nuovo protagonista delle tue gesta di distruzione e rovina, sa che nel confrontarsi con te potrebbe persino rimanerci scottato, e portare per sempre “il marchio” della tua infamia. Ma io avrò cura di loro, farò in modo che tu non possa bruciarli, danneggiandoli irrimediabilmente con il tuo tocco prolungato.

Ma ci sono io,  sarò il loro guerriero. Li difenderò da te, anche negli angoli più complicati da raggiungere, nel terreno più impervio, fra le pieghe che avranno subito dal folle gioco del destino e degli usuranti giorni vissuti al mio fianco.

Basta gigioneggiare, una voce tonante mi urla in testa: “E’ il momento, prof emigrante, non puoi più tirarti indietro! Sta a te fare la prima mossa

E sia dunque. Si comincia!

Ti ho afferrato con mano ferma e movimenti decisi. Inizialmente non sapevo come gestirti, ma pian piano ti ho controllato, nonostante tu ti sia messo a sbuffare sin dal primo istante come una fiera indomita.

Siamo sempre stati in due mondi lontani io e te, sapevo della tua esistenza, ma non eri mai stato degno delle mie attenzioni. Stamattina ho imparato a conoscerti. Adesso sei nelle mie mani. Sei mio. Il tuo pallido rosa ha un nuovo padrone!

Chissà… forse ti temevo perché l’uomo ha un’insita paura dell’ignoto. Come probabilmente tu temevi me ed il nostro primo incontro.

Adesso che è tutto finito, mi compiaccio che in fondo non c’è stata vera lotta. Sei subito passato dalla mia parte.

Siamo stati una buona squadra: come un cavaliere e la sua spada, come la nuvola ed il tuono, come il sole ed una fresca giornata di fine estate.

E’ andata bene, stavolta. So che ci rivedremo ancora in questi mesi, ed avremo anche difficoltà peggiori da affrontare.

Ma saremo insieme.

Io e te,
mio fidato ferro da stiro!

Il prof emigrante

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NOTE:

la commissione esaminatrice mi ha dato i seguenti giudizi, derivanti da visione del materiale fotografico allegato:

Jeans 8
Polo 6,5
Intimo e calze 8
Pantaloni classici 7,5
Camicia 6 (sulla fiducia)

Tutto sommato sono soddisfatto!


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