Il prof emigrante – La quiete prima della tempesta (dal “Day 0” al “Day 9”)

Day 7

Il falso positivo

08/09/2016

A furia di cliccare su quel tasto, qualcosa è accaduto. Un enorme link sul sito della scuola che a metà mattina chiama a raccolta i “NUOVI DOCENTI DELL’ISTITUTO“, a cui mancava il sottotitolo “si, proprio tu che sei tornato giù a casa, pensando di non avere attività scolastiche in questi giorni, STOLTO!“.

Fortunatamente si trattava di un falso positivo, semplicemente una serie di comunicazioni per attività della settimana prossima, quando sarò regolarmente in sede.

Ho perso quarantanni di vita in pochi secondi. Ne ho approfittato per vedere come sarò, alla soglia degli 80, ancora in servizio per l’innalzamento dell’età pensionistica al livello del decesso (con la pensione di reversibilità che arriverà alla moglie solo se decidi di trapassare in aula o, al massimo, nei corridoi), alle prese con la manovra Giannini-quater, che ha introdotto la mobilità mensile globale: un mese a Singapore, un mese ad Addis Abeba, uno – ma devi essere proprio sfortunato – persino in Antartide, tutto ovviamente con gli oneri di trasferimento a mie spese. Restano escluse le colonie extra-planetarie, grazie all’encomiabile impegno dei sindacati, sempre un valido supporto alle esigenze della classe docente.

Per il resto, la giornata è stata quieta, lontana dal pessimismo ancestrale di ieri, ne ho approfittato per vedere con i miei bambini un classico della mia infanzia: “La storia infinita“. Ovvero la ricerca di una riforma scolastica che possa soddisfare tutti i docenti senza trasformarli in branchi di belve affamate pronti a scannarsi l’un l’altro per una sede vicina o mezzo punto di mobilità.

Un giorno faremo capire al mondo che non siamo delle bestie ma dei professionisti.

Tranne, ovviamente, la collega di cui al Day 3.

Il prof emigrante

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Note:

DO RE MI FA SOL… Sono queste, no?


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